La Place- S.p. 3 – 1

Serena 80 – SP 3 – 3
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Calcio a 5 Valsa-Fossolo 26/11/17
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20 novembre.  Lunedi sera.  Un freddo porco.

Possibilità: rimanere in casa col piumone, il gatto sui piedi, una birretta, il rutto libero, il Bologna in posticipo. Oppure andare a giocare a Pieve di Cento. Con la nebbia. Il freddo. Il gelo. Il bue e gli asinelli.

Qualcuno infatti decide di non venire, as usual, ma noi si parte, se non fosse che arrivati a San Giovanni ci aspetta un nebbione di quelli che ci puoi appoggiare la bicicletta e rimane su.

Quindi passiamo da visibilità 30 metri, a 20, a 10 a visibilità Bocelli, ma con una guidata da anziano col cappello si arriva a destinazione.

C’è da dire che dopo la sospensione per pioggia, e quella per neve, mancava la nebbia. Prossima partita, cavallette?

Evidentemente a Pieve di Cento legano anche i cani con le salsicce ed infatti hanno un centro sportivo tipo Pinetina.

Anzi, tipo Barcellona. Infatti il famosissimo Nou Camp di Pieve di Cento ci aspetta con i suoi 150 metri di larghezza.

Strakosha si riprende i guanti e la porta, e mister Trevisanello ci schiera cosi:

Strakosha, Tano Zano Beddo, Sulley Diaz Fanto Perez, Mocio Banna Nacca.

Partenza a razzo e dopo 2 minuti Mocio si trova da solo davanti al portiere ma calcia a lato, poi da calcio d’angolo Diaz va vicinissimo al gol, poi Banna segna un euro gol dopo aver saltato due giocatori avversari, e ancora Nacca ha una buona occasione. Insomma potremmo già essere 3 a zero.

L’arbitro decide di darci un rigore piuttosto dubbio ma Banna che è buono di cuore ma non di piedi, lo calcia ad minchiam. Si rimane sull’uno a zero. Ormai è deciso, noi i rigori non vogliamo segnarli.

Loro la mettono sulla fisicità, e sulla rottura di palle, ma l’arbitro decide che i cartellini li tiene per dopo.

Intanto la nebbia cala, cala, cal, ca, c.

Ecco, io da qui non posso più commentare non avendo visto la partita, se non i 30mq di competenza. E allora racconto quello che ho visto. Che è poco.

Secondo tempo, entriamo in pigiama. Sarà il clima, ma si rimane in parecchi negli spogliatoi. Fatto sta che da un fallo non fischiato a Nacca, dopo un lancio di 30 metri in probabilissima posizione di fuorigioco prendiamo l’1-1.

Fantoni nel frattempo è sceso perché ha un melone al posto della caviglia ed è andato a comprare il prosciutto.

A sto punto ci si guarda nella faccia, almeno chi si vede, e ci si chiede se continuare. Non si vede un cazzo. I capitani si parlano, e mentre la loro panchina sta già andando dentro, per dire.

Ma si decide di continuare. Amaramente. Cinque minuti e prendiamo il settimo rigore della stagione, per fallo di mano di Beddo, che loro non sbagliano.

Poi Diaz decide che è freddo e vuole andare dentro e si fa sbattere fuori. Bene. Freddo, con la nebbia, sotto 2-1, in dieci. Ci manca un cazzo nel culo e siamo a posto.

Non contenti di ciò, Tano stende il n. 9 avversario in area. Rigore. 8 in 7 partite. Umili. Tiro e gol. 3-1.

Poi succedono delle cose, credo. Ma non le vedo.

Vedo solo che da un lancio in area, Sulley, già ammonito, si scontra col portiere avversario. Rosso. Bene.

3-1, in 9, col freddo, col campo enorme, la nebbia. Insomma, è come picchiare uno che caga.

Si finisce con alcune galoppate di Denis like a capriolo in the mountain, che per l’occasione e ben sapendo della vicinanza con l’Harmony decide di venire in trasferta, e una squadra schierata col 3-3-2 che in un campo di 150 metri per 150 è la morte sua. Fisica.

E adesso? E adesso si lavora per migliorarsi, e magari non giocare solo 20 minuti e poi spegnersi. Perché siamo una squadra bisessuale. Il primo tempo lo da, ma il secondo tempo, lo prende sempre.

#Perez

Vi lascio con gli highlitgths.